di Elisa Guccione
CATANIA- “Finchè un popolo conserverà la propria lingua sarà un popolo libero”. Questa è la prima frase che mi disse Gilberto Idonea durante la nostra prima intervista. Da quell’incontro nacque la nostra amicizia. Era un pomeriggio di fine settembre di quasi dieci anni fa. Emozionata e un po’ impacciata c’incontrammo davanti al portone di casa mia e guardandomi serio ma allo stesso tempo divertito pronunciò una frase che da allora conservo come stimolo per andare avanti: “Lo sai che per fare questo lavoro ingrato che ti sei scelta dovrai mangiare e sputare polvere fino a quando avrai i capelli bianchi e sappi che solamente se sei innamorata di questo mestiere potrai andare avanti ma ti avverto sarà una strada tutta in salita”.
Nei suoi occhi quando parlava di Angelo Musco e Giovanni Grasso leggevo tanta vera emozione, la stessa che era capace di trasmettere ai tanti italiani sparsi per il mondo. Ricorda- mi disse guardandomi negli occhi- ci sono due Sicilie sparse nel mondo e sono il nostro immenso patrimonio culturale che non morirà mai grazie ai ricordi e all’amore infinito dei tanti siciliani catapultati in Argentina, in Australia o in America che amano la nostra terra più di noi, che viviamo qui rispettando e onorando le nostre radici con infinita devozione ed eterno rispetto.
Numerose le associazioni di siciliani all’estero che portano il suo nome e le dimostrazioni d’affetto verso la teatralità e l’umanità di Gilberto Idonea, al punto che è stato più volte chiamato da alcuni notai di Rosario o di Puebla Easter per ricevere in eredità alcuni rari manoscritti di Martoglio o Pirandello, portati via dalla propria casa durante i tanti viaggi della speranza dall’altra parte del mondo, poiché solo lui avrebbe potuto custodire e tramandare alle nuove generazioni le nostre radici.
Non potrò dimenticare la sua emozione e la grande soddisfazione quando nel novembre 2012 tenne nell’aula magna dell’Università di Catania una lectio magistralis su Angelo Musco e Giovanni Grasso, dove celava maldestramente di essersi preso una rivincita sulle Istituzioni parlando finalmente della gloriosa storia del teatro siciliano dall’università della sua città, un momento importante che tardò ad arrivare ma che gli confermò anche da parte del mondo accademico e culturale l’importanza della sua arte nel mondo.
Considerato l’erede naturale di Angelo Musco ha fatto commuovere le platee di tutto il mondo e ha conquistato milioni di telespettatori con film di successo come “Malena” di Giuseppe Tornatore, “La donna del treno” di Carlo Lizzani, “La cena per farli conoscere” di Pupi Avati, o fra i tanti, “Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino” senza dimenticare le innumerevoli fiction di successo come ad esempio “La Piovra”, “Il Commissario Montalbano”, “Gente di Mare” e “L’Onore e il rispetto” anche se da sempre affettivamente legato al teatro in modo viscerale con il suo “One Man Show”, senza dubbio il suo lavoro più bello, dedicato alla nostra storia e alle nostre radici.
All’età di 72 anni dopo una lunga malattia è sceso il sipario sul palcoscenico della vita per Gilberto Idonea, per molti semplicemente un grande professionista e un uomo di spettacolo per me un amico che con la sua inconfondibile risata quando ci sentivamo al telefono o c’incontravamo per un’intervista, acconsentendo sempre alle mie “camurrie”, come le chiamava lui, mi diceva: “Ancora mi vuoi intervistare e che mi devi chiedere stavolta? Forza sentiamo!”.
Elisa Guccione